VITTORIA ITALIANA: L'INDIA SI È FINALMENTE ARRESA AI DUE MARO'!
Mesi e mesi sono trascorsi da quando il nostro esercito invase la
repubblica indiana. Un assedio prima e presidio poi, continuato e
stringente che alla lunga è riuscito a minare e a indebolire la coriacea
tranquillità indiana, demolendo completamente quel che resta della
"resistenza passiva", la loro proverbiale strategia difensiva.
Alla lunga, la tenacia e la determinazione incrollabili delle nostre
gloriose truppe, nonostante la soverchiante supremazia numerica delle
forze armate indiane, è riuscita ad avere la meglio, sfiancandone il
morale e sfibrandone lo spirito di corpo.
Così si è giunti a ieri, quando i nostri due eroici fucilieri di Marina
del battaglione San Marco, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a
due anni dallo sbarco sul suolo indiano, si sono visti consegnare dal
primo ministro e dal capo di stato maggiore nemici, il documento di resa
unilaterale ed incondizionata della nazione indiana, a patto che i due
marò italiani se ne vadano finalmente fuori dai maròni.
lunedì 26 agosto 2013
domenica 4 agosto 2013
Quando la nave affonda e il comandante sta per crepare, i topi terrorizzati...
Tutto
questo sconcertante cancan triviale post-sentenza, che parlamentari ed
esponenti Pdl, giornalisti, dipendenti, servitori, majorette,
mignonette, fidanzatine, pasionarie e lacchè di B., stanno montando, mi
pare sia solamente la reazione terrorizzata, sconclusionata e
sgangherata di chi, finalmente - ultime, le liete legioni cerebrolese
dell'esercito di Silvio - ha realizzato che "la festa è finita
e la pacchia pure"; e ha messo a fuoco che straguadagni facili, soldi a
pioggia, benefici, vantaggi, carriere folgoranti, prestigiosi incarichi
lautamente compensati, ampie deroghe giuridiche, prebende remunerative,
visibilità e ruolo pubblico e pubico, immunità e tutto il resto del
lordume.
La traslazione da pregiudicato, condannato in via definitiva per frode fiscale, faro e duce delle proprie l-orde schiere di zecche istituzionali, a beato martire dell'ingiustizia, in questo momento, lo ha trasformato, senza che lui stesso se ne rendesse nemmeno conto: non più nel "fine politico" del Pdl, bensì nel "mezzo di sopravvivenza" dell'orrenda e vorace creatura parassitaria pidielliana che lui stesso ha creato ed inoculato, infettandolo, nel nostro ormai devastato sistema paese.
La traslazione da pregiudicato, condannato in via definitiva per frode fiscale, faro e duce delle proprie l-orde schiere di zecche istituzionali, a beato martire dell'ingiustizia, in questo momento, lo ha trasformato, senza che lui stesso se ne rendesse nemmeno conto: non più nel "fine politico" del Pdl, bensì nel "mezzo di sopravvivenza" dell'orrenda e vorace creatura parassitaria pidielliana che lui stesso ha creato ed inoculato, infettandolo, nel nostro ormai devastato sistema paese.
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